lunedì 14 novembre 2011

Il Miliardario

Naturalmente, chiamarlo miliardario è un'iperbole. All'epoca era miliardario, perchè c'erano le lire. Oggi sarebbe un semplice "milionario".

Quando l'ho conosciuto ero al terzo anno di università, avevo vent'anni e sono piuttosto sicura che guadagnassi si e no 600 mila lire al mese. Povera in canna è un eufemismo. Con quei soldi dovevo pagare l'affitto, le bollette e magari qualche viaggio in Lussemburgo. Perchè non dovevo chiedere soldi ai miei genitori, ma dovevo farmi fisicamente vedere almeno 3/4 volte l'anno!

La premessa è che provenivo da una famiglia benestante, ma a causa della mia scelta di lasciare il Lussemburgo, dove allora vivevano i miei genitori, sommata ad una cultura sadica, ipertaccagna e un pizzico comunista (mio padre non so per quanti anni fu tesserato PCI), i miei adorabili genitori decisero che si, potevo andare in Italia a vivere, ma ad una serie di inderogabili condizioni:
1. mi avrebbero pagato solo la retta dell'università;
2. avrei dovuto studiare Giurisprudenza, solo Giurisprudenza, e non mi era permesso cambiare idea, MAI;
3. mi sarei dovuta laureare in 5 anni. Allo scadere del 5.o anno, non mi sarebbe più stata pagata la retta;
4. sarei arrivata in Italia con la mia macchina, unica cosa oltre ai miei vestiti che sarebbe uscita dal Lussemburgo;
5. non avrei dovuto chiedere soldi ai parenti, perchè era una cosa vergognosa;
6. nonostante qui abitassero i fratelli e le sorelle dei miei genitori, MAI e poi MAI mi sarei appoggiata a loro per avere un posto dove vivere.
Praticamente dovevo vivere nella mia macchina (che aveva già 10 anni).
Naturalmente ho fatto quello che mi fu imposto, per la mia natura remissiva. Ma per fortuna avevo dei fratelli che mi adoravano, e che mi mandavano ogni tanto 100 o 200 mila lire (che sembra poco, ma per una che coi suoi lavoretti arrivava a malapena a 600.. erano davvero tanti). E poi c'era la mia amatissima nonna: ogni occasione era buona per darmi la mancia. Compleanno, Natale, Pasqua, un buon voto ad un esame, un nuovo taglio di capelli..
Comunque vivevo palesemente in ristrettezze economiche. Infatti la mia casa era un monolocale alla Comasina con una sola finestra ed il fornelletto da campeggio per nutrirmi (faceva abbastanza paura). E' stata la mia casa per 6 lunghissimi anni. 


Conobbi il miliardario per strada, cadendogli addosso. Non so se siano stati i miei vestiti fuori moda, la quantità di libri che trasportavo a mano oppure il mio fantastico sorriso (per fortuna qualcosa di buono ce l'ho anche io!) ma.. si infatuò di me. Ed io di lui, probabilmente per il cappotto Armani e l'abito Zegna.
Lui aveva 28 anni, io 20. Lui era un figo pazzesco, sempre in ordine ed impeccabile; io ero l'antesignana delle no gobal: il mio armadio si componeva di 2 paia di jeans Levi's, 3 paia di All Stars, qualche t-shirt bianca no logo e dei maglioncini spaventosi, tutti neri tutti uguali, 1 cappotto ed un blazer nero. Chiuiso. Neppure una camicia, perchè non sapevo stirarle (e neppure oggi so stirarle).
Eppure iniziò una delle relazioni più belle e strane della mia vita, che durò oltre 1 anno.


Il miliardario era sempre pronto a viziarmi: quando passavamo davanti ad una vestrina ed esclamavo "che bello!", il giorno dopo l'aveva comprato. Mi riempiva di regali, mi portava sempre fuori a cena, aveva portato a riparare la mia macchina (senza che lo chiedessi) e.. praticamente vivevo a casa sua. Il mio monolocale della Comasina era quasi sempre vuoto. Comprammo anche un cucciolo. Era tutto perfetto. Finchè un giorno non ne parlai con mio fratello, e scatenai la sua ira: "ma come? non te ne rendi conto? non ti vedi? ti sta comprando! ti sta plasmando a sua immagine e somiglianza!".
Mi specchiai. Aveva assolutamente ragione. Non c'era più nulla della vecchia me (chiariamoci: la vecchia me faceva schifo, ed era così perchè non poteva permettersi di essere nulla di meglio, non perchè le piacesse. Oggi non esiste più nulla della vecchia me, a parte il colore degli occhi). Anche i capelli erano tinti. Il trucco era cambiato. Ero dimagrita (andavamo in palestra assieme..) talmente tanto da poter fare la modella. In 1 anno. Allora iniziai a rifiutarmi di essere il suo bambolotto consenziente, e il miliardario si spazientiva. Come la maggior parte degli uomini che ho conosciuto, non accettava un NO come risposta, in nessuna occasione.
Pian piano mi allontanai da lui, ripresi ad andare al mio monolocale della Comasina (che era sempre orrendo, ma dopo tanto tempo mi sembrava ancora più orrendo), fino a quando non decisi di mollarlo. Lui non voleva me, voleva semplicemente una donna insicura per farle fare qualsiasi cosa lui volesse.
Quando lo mollai, ci furono una serie di insulti irripetibili, di cose rinfacciate, e la peggiore fu "allora prenditi tu sto cane di merda, a me fanno schifo gli animali". Non potevo permettermi il nostro cucciolo, lo sapeva. Ma io non sapevo lui odiasse gli animali, anche perchè l'aveva comprato lui.
Dal miliardario fantastico, all'uomo di merda. In una settimana.
Mi presi carico del nostro cucciolo, che oggi è l'unica cosa che mi è rimasta del miliardario. Pian piano tutti i vestiti, libri, gioielli, fotografie.. tutto quello che avevo di lui, l'ho perso, venduto, cestinato. Quel cucciolo no, non potevo portarlo al canile.
Dopo aver conosciuto il miliardario, la mia vita mi faceva ancora più schifo. E la mia vita era diventata peggio: con la miseria che riuscivo a guadagare non dovevo più mantenere solo me stessa, ma anche un cane!


Oggi mi guardo indietro e penso che sarebbe stato meglio non conoscere mai il miliardario. Gli uomini come lui fanno gravemente male alla salute e all'autostima. E in fondo sono anche dei violenti.
Ma se non l'avessi conosciuto, non sarei cresciuta. E non avrei capito che non basta un bell'Armani per fare una bella persona, ma ci vuole anche un cuore.


M.